Latte

Mi colpisce questa storia del latte.
Voglio dire, c’è tantissima gente che lo beve: intendo il latte di mucca, quello vaccino. Tantissima gente, compresa la mia famiglia.
Eppure è uno degli elementi (non alimenti) più dannosi per l’uomo.
Ciò che mi affascina è proprio questo: come è stato possibile far passare non solo come commestibile ma anche come salutare qualcosa che avvelena giorno per giorno il nostro corpo?

A seguire ho trascritto alcune parti dell’analisi sul latte fatta dal Prof. Armando D’Elia che ha costituito e costituisce tuttora il più avanzato punto di riferimento per quanti in Italia si occupano di alimentazione.

Percentuale proteine: latte umano 0,9, latte vaccino 3,5. Abbiamo veramente bisogno di così tante proteine come ci raccontano? Il latte umano sembra dirci di no!

Percentuale proteine: latte umano 0,9, latte vaccino 3,5. Abbiamo veramente bisogno di così tante proteine come ci raccontano? Il latte umano sembra dirci di no!

In tutti i mammiferi, l’attività galattogena delle ghiandole mammarie cessa appena il cucciolo ha acquisito, con la comparsa dei denti, capacità masticatorie che consentano una alimentazione basata su cibi solidi.
Di conseguenza il bambino, istintivamente, cessa gradualmente di appetire il latte materno e rivolge la sua attenzione verso cibi di altra natura e che evidentemente necessita per l’ulteriore suo sviluppo. Questo è uno dei tanti disegni della Natura, perfetti nella loro complementarietà armonica.
Ebbene, questo si verifica in tutti i mammiferi indistintamente, ma non nell’uomo, il quale, in contrasto con questa regola naturale, decide di restare lattante per tutta la vita, anche dopo aver completato la dentatura e, poiché non può più attingere latte dalla propria madre si rivolge a una balia, non però a una improbabile balia umana, ma alla femmina di un altro mammifero, un mammifero erbivoro, generalmente la mucca.
In poche parole, l’uomo si “tramuta” in un vitello. Questa faccenda, biologicamente assurda, sfiora il ridicolo, ma le conseguenze negative sulla salute dell’uomo sono così notevoli da meritare la nostra più seria attenzione; si tratta di una autentica follia, un insulto al grande disegno della Natura, che l’uomo paga a caro prezzo. Parliamone.

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L’uomo, anche da adulto, vuole nutrirsi con il latte vaccino, continuare a “fare il vitello”.

Ogni mammifero produce un tipo di latte adatto solo alla propria specie. Tra il latte umano e quello vaccino c’è un abisso! Si è anche detto che tra i due tipi di latte c’è la stessa differenza esistente tra una donna e una mucca; questa affermazione, dovuta alla penna del famoso nutrizionista Diamond, può avere la parvenza di una battuta di spirito, ma in realtà è una verità indiscutibile.

Le proteine del latte di mucca costituiscono, per la loro quantità, una autentica “overdose” proteica per un essere umano.

Jean Tremoliéres dimostrò, con uno studio da lui reso pubblico Cahier de nutrition, H. Lestradet, 1982, che i reni di un bambino nutrito con il latte vaccino sono un terzo più grossi degli stessi organi appartenenti a un bambino nutrito con il latte umano, a causo dell’ipertrofia determinata dal super lavoro.

Quando l’uomo si nutre di latte vaccino, questa “carica” agisce come un farmaco anabolizzante, cioè come uno stimolatore dell’accrescimento corporeo, stimolatore che “disturba” la velocità di crescita proprio dell’essere umano.

Ogni specie deve alimentarsi con i cibi previsti dal suo ritmo di accrescimento: il latte umano è creato per un cucciolo la cui crescita è lenta e l’uso di un latte diverso non può che portare conseguenze ancora inimmaginabili.

Il latte umano è, tra tutti i tipi di latte, quello che ha il contenuto proteico più basso in assoluto, ed è quello più dolce.

Il latte ottenuto da mucche in gestazione possiede valori nutrizionali maggiori rispetto a quello munto da mucche non in gestazioni e aggiunge ulteriori fattori di rischio per la salute umana.

Il latte ottenuto da mucche in gestazione possiede valori nutrizionali maggiori rispetto a quello munto da mucche non in gestazioni e aggiunge ulteriori fattori di rischio per la salute umana.

L’uomo è il mammifero che impiega più tempo per raddoppiare, dal momento della nascita, il proprio peso (20 settimane), seguito dagli equini (8-9 settimane), dai bovini (7 settimane), dagli ovini (1-3 settimane), dai caprini (3 settimane), dai conigli (1 settimana). Naturalmente questi dati sono proporzionali al contenuto proteico dei vari tipi di latte; nel coniglio, ad esempio, il raddoppio è il più rapido avendo il suo latte la più elevata carica proteica (10,4). Nell’uomo, il cui latte ha il più basso contenuto proteico, si verifica invece la più bassa velocità di accrescimento.
Sul piano clinico (e neuropsichico specialmente) si può affermare che un uomo che assume proteine in eccesso avrà certamente un più veloce accrescimento e diventerà adulto prima, ma questo è tutt’altro che un vantaggio, come potrebbe ritenersi.
Da un tale eccesso proteico derivano infatti molte conseguenze negative, anzitutto un superlavoro imposto ai reni e al fegato, ma non meno importanti sono i danni arrecati al sistema neuroendocrino e in particolare all’ipofisi, alla tiroide e al surrene.
Studi successivi effettuati da alcuni noti neurofisiologi hanno però dato rilievo prevalente alla anormale eccitazione del sistema nervoso (non solo neurovegetativo) provocata dalla assunzione di carne e oggi tutti i nutrizionisti concordano nel ritenere, tout court, che la carne sia più che altro un eccitante.

latte di mucca

Il latte umano contiene molta lattoalbumina e poca caseina.

I glucidi sono presenti nei diversi tipi di latte soprattutto sotto forma di lattosio che è essenziale per lo sviluppo cerebrale del cucciolo umano, sviluppo cerebrale che è molto più rapido di quello del vitello ed è per questo che il lattosio è presente nel latte umano in misura superiore a quella presente nel latte vaccino, quasi il doppio. Ne consegue che usando latte vaccino viene a soffrire lo sviluppo cerebrale e psichico del bambino e ciò è in contrasto col diritto naturale dell’uomo di divenire più intelligente di un vitello! Per altro è stato accertato che il lattosio è indispensabile per la formazione della mielina, la cui guaina ricopre le fibre nervose.
Il lattosio, che è chimicamente un disaccaride, si scinde durante la digestione in galattosio e glucosio a opera della lattasi, un fermento che caratterizza il periodo della lattazione e la cui produzione cessa, pressappoco, alla caduta dei denti da latte e alla sostituzione con i denti permanenti, cioè appena si esaurisce la sua funzione naturale.

Il latte oggi in commercio è potenzialmente cancerogeno.

Il latte oggi in commercio è potenzialmente cancerogeno.

L’uomo adulto è, di norma, sprovvisto di lattasi e infatti moltissime persone non riescono assolutamente a digerire il latte non potendo scindere il lattosio per mancanza di lattasi, tanto che gli industriali del latte, temendo di perdere una bella fetta di consumatori, hanno lanciato sul mercato il latte a basso contenuto di lattosio manipolando ancora di più il prodotto originale, già ampiamente “devastato” da altri assurdi interventi tecnologici.
Tuttavia l’uomo riesce molte volte a sopportare e a digerire il latte vaccino anche da adulto quando, in seguito a costante e continua somministrazione di questo latte sin dalla fine dello svezzamento, riesce a “forzare” – diciamo così – il proprio organismo, quasi a ingannarlo, facendo sì che esso continui a produrre una certa quantità di lattasi.

Fa veramente bene a tutti bere latte?

Non sappiamo ancora quello che il futuro serberà alle generazioni che si nutrono con latte vaccino.

Non sappiamo ancora quello che il futuro serberà alle generazioni che si nutrono con latte vaccino.

Moltissimi adulti hanno difficoltà a digerirlo o non lo digeriscono affatto. Se il livello della lattasi nell’intestino è basso e non adeguato, le ingestioni di latte conducono a disturbi gravi e a diarrea. Questo avviene nella maggioranza delle popolazioni umane. Assurdamente, vengono mandate enormi quantità di latte (in polvere, per giunta) a popolazioni che non bevono normalmente latte di mucca e mai lo danno ai loro bambini. Con questo latte quelle popolazioni da “sottonutrite” (come venivano qualificate) diventano “malnutrite” e vedono peggiorare le loro condizioni sanitarie divenendo vittime di dissenterie e di un pauroso aumento della mortalità infantile. Cionnonostante, pur di smaltire gli enormi depositi di latte in polvere che giacciono inutilizzati, questo latte continua a venire inviato come “aiuto” a popolazioni, specie africane, sebbene esse rifiutino, giustamente, di utilizzarlo.

La maggior parte della popolazione reagisce patologicamente al latte di mucca.

I dottori Bradare e Zani, della clinica pediatrica dell’università di Milano, sostengono che gli alimenti più allergizzanti sono il latte e l’uovo (da “Notiziario allergicologico” n3 – vol.VI – sett. 1988).

L’aspetto più grave è la cosiddetta “lipoid pneumonia“, una polmonite causata dai grassi del latte, che non è un’insidia da poco.

"È falso che il latte di mucca sia indispensabile ai bambini e alla maggior parte degli adulti" [OMS]

“È falso che il latte di mucca sia indispensabile ai bambini e alla maggior parte degli adulti” [OMS]

Il latte nell’alimentazione degli anziani è controindicato anche per il calcio contenuto, cosa che si configura nettamente come un fattore di fatica ed esasperazione funzionale della muscolatura vasale e cardiaca, promotore, quindi, di arteriosclerosi e di accidenti vascolari, specie coronarici (l’Unità 31 maggio 1982)

Tale eccesso di calcio nel latte vaccino impedisce, paradossalmente, proprio l’assorbimento del calcio, come comprovano i sintomi di rachitismo presente in bambini nutriti con latte vaccino.
Tremoliéres e Guy-Claude Berger hanno dato la seguente spiegazione di questo fatto.
Il latte vaccino contiene anche molti fosfati, necessari per costruire il poderoso scheletro dell’erbivoro, scheletro costituito, come è noto, prevalentemente da fosfato tricalcico. Se la quantità di fosforo si esprime come anidride fosforica troviamo che il fosforo è presente nel latte del bovino e in quello dell’uomo rispettivamente nella misura, espressa in milligrammi, di 168 nel latte bovino contro i 32 nel latte umano; questo fatto blocca l’assorbimento del calcio nell’intestino e provoca nel lattante umano una tendenza alla ipocalcemia.

È un luogo comune, un autentico mito, ritenere che il latte vaccino sia indispensabile per rifornirsi di calcio; i nostri antenati, prima della domesticazione degli erbivori da latte, avevano scheletri del tutto normali, come dimostrano reperti fossili.
Inoltre Guy-Claude Berger ha potuto dimostrare che al microscopio polarizzatore una sezione ossea di un Homo neanderthalensis evidenzia una struttura più elastica e resistente di quella di un uomo attuale, consumatore di latte vaccino, il quale presenta invece alveoli grandi in un osso duro, cioè una struttura fragile.
Nei lattanti e negli adulti umani che assumono latte vaccino si è potuto constatare una eccessiva eliminazione di sali di calcio con le urine e poiché il corpo preleva il calcio che gli necessita dalle ossa, in caso di prelievo prolungato questi indeboliscono, causando osteoporosi o aggravando questa patologia se già esiste.

Vitamina A latte umano 530mcg, vaccino 400mcg; vitamina C latte umano 4,4 mcg, vaccino 1,47mcg; vitamina D latte umano 0,23mcg, vaccino 0,09mcg; vitamina E latte umano 0,54mcg, vaccino 0,07mcg.

Vitamina A latte umano 530mcg, vaccino 400mcg; vitamina C latte umano 4,4 mcg, vaccino 1,47mcg; vitamina D latte umano 0,23mcg, vaccino 0,09mcg; vitamina E latte umano 0,54mcg, vaccino 0,07mcg.

Il noto clinico americano Diamond afferma che molte persone credono che latte e latticini siano necessari per fornirci il calcio, ma il calcio contenuto nel latte vaccino da derivati è molto più “grezzo” di quello del latte umano ed è legato alla caseina che ne impedisce l’assorbimento. Inoltre, poiché la maggioranza dei consumatori di latte e di formaggi fa uso di prodotti pastorizzati, omogeneizzati o in altre maniere “trattati” e tutte queste tecnologie degradano il calcio rendendolo difficilmente assimilabile, il risultato è, ai fini del rifornimento del calcio, latte e derivati servono veramente poco. Per avere calcio a sufficienza basta mangiare molta frutta e verdura a foglie verdi, che ne contengono abbastanza per coprire i bisogni umani di tale elemento. Il lisozima è un composto proteico con funzione antibatterica che difende l’organismo dalle infezioni e influisce beneficamente sulla flora intestinale. nel latte umano c’è una quantità di lisozima 3000 volte superiore a quella contenuta nel latte di mucca.

La presenza di grassi nel latte umano varia durante la poppata aumentando quando la poppata volge al termine; è un fatto del tutto naturale e di grande importanza in quanto induce nel lattante quella sensazione di sazietà che lo porta a smettere di succhiare latte.
Se si somministra latte vaccino, la cui composizione è costante, viene a mancare la predetta azione modulatrice e i grassi, pertanto, risultano presenti nella stessa misura durante tutta la poppata; si inibisce così la comparsa delle sensazioni di sazietà che conduce il poppante a smettere e questi, ingannato, viene ipernutrito venendo così a crearsi le premesse di una futura obesità.

Frutta e verdura con foglie verdi sono ricchi di grassi polinsaturi.

Frutta e verdura con foglie verdi sono ricchi di grassi polinsaturi.

Sempre a proposito dei grassi, nel latte umano sono prevalenti i polinsaturi, con notevole presenza dell’utile acido linoleico, che proteggono efficacemente dall’aterosclerosi. Nel latte vaccino prevalgono invece i grassi saturi, che causeranno poi colesterolemia elevata.
Il latte umano è l’unico latte che consente lo sviluppo del Lactobacillus bifidus che protegge la mucosa intestinale e inibisce lo sviluppo di germi responsabili delle diarree.
Sempre parlando dei grassi, nei lipidi del latte vaccino vi è una quantità eccessiva di acido miristico (presente anche nel latte umano, ma in quantità molto limitata) e questo fatto può causare alterazioni delle arterie e in particolare arteriosclerosi. Il sodio presente nel latte vaccino è molto più abbondante di quello contenuto nel latte umano; il rapporto è di 61 a 21, quindi 3 volte più abbondante. Il latte umano impegna meno i reni, presenta un rischio minore di disidratazione, rende meno probabile che l’individuo adulto ricerchi il gusto salato, con un minore rischio di provocare ipertensione causata da eccessivo consumo di sale.
Nel latte vaccino si riscontra, rispetto al latte umano, notevole insufficienza di alcune vitamine necessarie per uno sviluppo normale del bambino e che sono ben presenti nel latte della donna.
Il complesso dei fattori biologici difensivi (biocatalizzatori, fermenti vari, batteriolisine, agglutinine, antitossine varie ecc.) è nel latte umano notevolmente più abbondante che nel latte vaccino.
Il semplice allungamento con acqua del latte vaccino, erroneamente ritenuto un mezzo adatto a “umanizzare” detto latte, non può raggiungere questo scopo nei riguardi della carica proteica né sul piano enzimatico e nutrizionale in senso lato, in quanto questo allungamento non modifica i lati negativi che stiamo enumerando. Si conseguirebbe, in altri termini, una diluizione priva di effetti sulla specificità dei due tipi di latte, che rimarrebbe invariata.

Dati rilevati negli USA dimostrano che negli ultimi venti anni l'età alla quale si conclude l'accrescimento fisico della razza umana è diminuita di circa cinque anni (da 25 a 20 anni). Ma il latte umano è creato per un cucciolo la cui crescita DEVE essere lenta. L'uso di un latte diverso non può che portare a conseguenze ancora oggi inimmaginabili [T.Valpiana]

Dati rilevati negli USA dimostrano che negli ultimi venti anni l’età alla quale si conclude l’accrescimento fisico della razza umana è diminuita di circa cinque anni (da 25 a 20 anni). Ma il latte umano è creato per un cucciolo la cui crescita DEVE essere lenta. L’uso di un latte diverso non può che portare a conseguenze ancora oggi inimmaginabili [T.Valpiana]

I neonati umani, quando sono allattati con latte vaccino, aumentano di peso (se non incorrono in diarree pericolose) molto più velocemente rispetto all’allattamento con latte umano, ma questa maggiore velocità di accrescimento è patologica (alcuni eminenti studiosi la definiscono preedema) e ostacola lo sviluppo psichico del bambino perché blocca, almeno parzialmente, la sua capacità di apprendere.
A proposito della ostacolata capacità di apprendimento, che si constata nei bambini allevati con latte vaccino, c’è da aggiungere che l’80% dei bambini così allattati presentano disturbi nell’apprendimento anche perché nel latte vaccino sono assenti dei composti particolari, presenti invece nel latte umano e in nessun altro latte, i galattocerebrosidi, i quali favoriscono lo sviluppo delle facoltà cerebrali. Tenuto conto di questo importante fatto, alcuni famosi pediatri, quale Applebaum e Iackson, consigliano l’allattamento umano almeno sino a 18 mesi in quanto il bambino presenta la massima velocità di accrescimento cerebrale nei primi 18 mesi di vita.
Che il latte vaccino sia in netta antitesi con la fisiologia umana è dimostrato anche dal fatto che la rennina (detta anche chimosina o lab-fermento) è un enzima presente nel succo gastrico del lattante e serve per fare coagulare il latte; mentre il coagulo del latte umano è costituito da piccoli fiocchi, querelo del latte vaccino è a fiocchi molto grossi, difficilmente digeribili.
Nel migliore dei casi questi grossi coaguli provocano fermentazione e putrefazione intestinale, ma si sono osservati anche i casi in cui il coagulo forma come una sorta di palla che blocca la funzionalità dello stomaco ancora delicato del bambino, con rischi anche mortali.
Rudolf Steiner sostiene che il bambino nutrito con latte vaccino presenterà da anziano sclerosi e invecchiamento precoce.

Il latte è un alimento proteico di origine animale la cui importanza è dovuta all'altissima capacità plastica che si manifesta nella fase di accrescimento di tutti i mammiferi, essere umano incluso.

Il latte è un alimento proteico di origine animale la cui importanza è dovuta all’altissima capacità plastica che si manifesta nella fase di accrescimento di tutti i mammiferi, essere umano incluso.

Nel lontano 1942 in Scandinavia si svolse un’indagine sui possibile legami, denunciati da numerosi clinici, tra l’assunzione di latte vaccino e l’insorgenza dell’artrite. Tale indagine, durata per ben 30 anni, ha dimostrato che il latte vaccino provoca effettivamente l’insorgenza del fatto artritico e questi risultati sono stati pubblicati in Actad «Medicine Scandinavia», vol.192, set 1972.

Il latte è un alimento destinato dalla natura a essere “succhiato” dal seno materno, è destinato, cioè, a passare direttamente dal capezzolo alla bocca del lattante senza che subisca il contatto con l’aria, con la luce, con una sorgente di calore e con l’ossigeno, pena una notevole perdita della carica vitaminica e “danno da ossidazione”, ciò comprova la facile deperibilità, delicatezza e alterabilità del latte.

La celiachia è ANCHE dovuta a sensibilizzazione (allergia) alle proteine del latte vaccino, adatto solo ai vitelli.

La celiachia è ANCHE dovuta a sensibilizzazione (allergia) alle proteine del latte vaccino, adatto solo ai vitelli.

Si tenga presente che neanche con la mungitura meccanica, oggi in voga, si possono rispettare le condizioni che garantiscono quella integrità del complesso biologico che rende il latte nutrizionalmente valido. Da aggiungere, poi, che i vari procedimenti tecnologici ai quali viene sottoposto il latte vaccino finiscono con il trasformare un alimento in origine biologicamente completo, in un miscuglio di sostanze inerti, se non morte, che di naturale non ha più niente o quasi.
La facile alterabilità del latte umano e la necessità che esso venga succhiato direttamente dal seno per assicurare il suo integrale valore nutrizionale sono state comprovate dagli studi e dalle scoperte dell’Ing. Andrè Simoneton, il quale dimostrò che le radiazioni emesse dal nostro corpo quando siamo sani si aggirano sui 6.500 Angstrom, le quali invece in condizioni patologiche o di cattiva alimentazione scendono al di sotto di tale misura; misura che occorre cercare di mantenere sempre costante per potersi conservare in buona salute.

I ricercatori dell'Istituto della Nutrizione dell'Università del Wisconsin (USA) spiegano l'eccessiva quantità di calcio eliminato dall'uomo ipotizzando che il latte vaccino induca lo stesso tasso di eliminazione dei bovini; con la differenza che per l'essere umano il tasso è eccessivo e può creare danni allo scheletro e ai denti.

I ricercatori dell’Istituto della Nutrizione dell’Università del Wisconsin (USA) spiegano l’eccessiva quantità di calcio eliminato dall’uomo ipotizzando che il latte vaccino induca lo stesso tasso di eliminazione dei bovini; con la differenza che per l’essere umano il tasso è eccessivo e può creare danni allo scheletro e ai denti.

Simoneton elencò gli alimenti più comuni in tre categorie:
– alimenti “morti”, per radiazioni nulle o quasi nulle (cibi cotti, alcolici, zucchero industriale);
– alimenti con radiazioni inferiori a 3.000 Angstrom (carni, latte bollito, nervini, formaggi, marmellate, pane);
– alimenti con radiazioni molto elevate, fra 8.000 e 10.000 Angstrom (frutta e verdura crude e fresche, latte assunto alla mammella o emesso da poco dal seno della donna)

Il latte umano, all’uscita dalla mammella, ha una lunghezza d’onda di 6.500 Angstrom, cioè la stessa lunghezza d’onda dell’essere umano sano, mentre il latte di mucca dopo solo 22 ore scende a 6.000 Angrstrom, dopo 30 ore a 5.000, dopo 36 ore a 4.000, dopo 48 ore a 2.000, dopo 56 ore ad appena 1.000 Angstrom, come i formaggi.

La scomparsa di manifestazioni cancerose è possibile eliminando il latte dalla propria dieta

La scomparsa di manifestazioni cancerose è possibile eliminando il latte dalla propria dieta

Il consumo di latte vaccino conferisce sempre odori nauseabondi alle feci umane, segno di disordine alimentare, mentre le feci del bimbo nutrito al seno sono, in paragone, senza odori, non irritanti e morbidi (Bieler).

La diffusione del cancro anche nei giovani è iniziata – si badi bene – poco tempo dopo che la gestazione, coatta e continua, si è generalizzata nella tecnologia dell’allevamento vaccino.

«Molti anziani navigano verso la tomba su un mare di latte» (Leonard Williams)

Il dottor Carriére, nel suo lavoro Devenir des intolérances auxprotèines du lait de vache del 1984, oltre a trattare delle allergie da latte vaccino in generale, sostiene che la soppressione di tale latte e dei suoi derivati nei casi di asma, affezione cutanea, di alcune affezioni dell’apparato genitale femminile e anche di tumori, conduce sempre a risultati positivi, in molti casi addirittura spettacolari.

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Informazioni su Leo Mignemi

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