Il vuoto in una stanza

E poi succede un giorno di entrare in quella stanza, al buio. Fuori, tra le finestre, mille luci soffuse. E cominci a canticchiare una canzone, osservando quel divano, immaginando e ricordando. E ti accorgi che canti con pause e intonazioni e tutti i crismi e la tua voce si apre. Così il pianto che, lieve, comincia a donarti lacrime. E continui il canto che finisce e ricomincia. Poi, con assurda nota d’orgoglio e presunzione, apri Youtube e cerchi la musica originale. Inizialmente cantate insieme ma lasci subito perdere perché quel canto a due voci toglie magia alla tua stanza, al tuo divano, ai tuoi ricordi persi in quella squallida donna d’agosto. E le tue lacrime sgorgano copiose. Fuori ha smesso di piovere.

Dentro è il vuoto in una stanza.

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Informazioni su Leo Mignemi

farteatro.altervista.org
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