Il bello, il brutto e il Kenia

Ciao, devo fare un po’ di fretta perché magari viene a piovere … oggi … in genere a quest’ora piove e infatti ha piovuto fino adesso. Niente, che cosa ho fatto oggi? Oggi ho lavorato dentro una serra, una serra di pomodori. E quindi c’era questa fantastica serra piena di piante di pomodori e bisognava allestirla nel senso che le piante già c’erano però bisognava praticamente passare dei fili per ciascuna pianta in modo da sostenerle, come in genere si fa con le piante di pomodoro. La mattina, normalmente, qui c’è sempre sole per cui lavorare dentro una serra … è stata dura, però niente a che vedere con i ritmi cosiddetti occidentali, nel senso che si lavorava ma si lavorava con gioia e si facevano le cose senza nessun assillo, senza nessun dovere. E quindi si entrava dentro la serra, si stava finché si poteva e poi si usciva e si veniva sostituiti dagli altri che nel frattempo si riposavano e così via. E quindi tutta la mattinata abbiamo lavorato in questa serra, dentro la serra, fuori la serra anche. Nel pomeriggio sono andato in città a Nakuru perché volevo scaricare il mio secondo video e lì purtroppo è successa una cosa un po’ spiacevole nel senso che mi sono un po’ affidato a questo Paese. ma in maniera ingenua, per cui ho camminato lungo la strada, che era molto trafficata, c’era molta gente e come succede anche a Milano, insomma, a un certo punto mi sono sentito una piccola spinta da dietro, lì per lì non ho fatto caso alla cosa, poi dopo un po’ ho avuto un sospetto, ho toccato la borsa che avevo dietro, lo zaino, e ho scoperto che una lampo era aperta e che mi avevano rubato il cellulare. Telefono cellulare che di per sé non aveva alcun costo, nessun valore, era un telefono che si spegneva continuamente e che avevo pensato di cambiare quando fossi tornato a Milano, però ecco, la sensazione è stata quella, così, dell’essermi affidato un po’, di sentirmi un po’ parte di … della strada, delle persone con cui stavo in quel momento, anche se sconosciute, e non ho considerato in maniera ingenua che purtroppo c’è sempre qualcuno che se ne approfitta. E quindi c’è questa sensazione di perdita e di dispiacere. Tutto qua. Però, adesso torno a casa. Poi mangerò, mi riposerò, farò una bella doccia, penso, e poi domani si vedrà. Ciao, vi lascio con questo splendido panorama.

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Informazioni su Leo Mignemi

farteatro.altervista.org
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