AUTOTOMIA

E tu? Cosa pensi della rinascita?

Rinascere ha dell’incredibile.
Siamo abituati a vivere, molto spesso a sopravvivere. Ma a rinascere no, è mooolto più difficile. Rinascere vuol dire prima di tutto perdere. E questo non è facile. Chi è disposto a perdere? “Perché poi”, si pensa, “chissà quando riprenderò!”. Perdere e riprendere. Perdere e riprendere. Perdere e riprendere.

Eppure la Natura, sempre Lei, è lì apposta a indicarci la strada.

Abbiamo questo piccolo esserino che si chiama Oluturia. Quando si sente in pericolo, emette dall’ano parte dei visceri e i polmoni acquiferi, che dopo ricrea. La rigenerazione richiede alcuni mesi ma a volte sopraggiunge prima la morte.

Questa sua caratteristica si chiama Autotomia.

L’autotomìa è la capacità di alcuni animali di perdere una parte del corpo o di automutilarsi. Viene usata come strategia di difesa lasciando una parte non vitale al predatore. Mentre la parte abbandonata continua a contrarsi distraendo il predatore, la preda è libera di fuggire. La parte monca è destinata a ricrescere.

Autotomia di Wislawa Szymborska

In caso di pericolo, l’oloturia si divide in due:
dà un sé in pasto al mondo,
e con l’altro fugge.
Si scinde in un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.
Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.
Su una la morte, sull’altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.
Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c’è giustizia, eccola.
Morire quanto necessario, senza eccedere.
Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.
Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.
Da un lato la gola, il riso dall’altro,
un riso leggero, di già soffocato.
Qui il cuore pesante, là
 non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume di un volo.
L’abisso non ci divide.
L’abisso ci circonda.

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Informazioni su Leo Mignemi

farteatro.altervista.org
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