CLANDESTINO, LOTTA NON VIOLENTA

Uno spiraglio di luce si apre: il comitato immigrati italiano a Milano afferma che la lotta non violenta paga.

È vero però che gli immigrati si sentono legati, legati con la corda della clandestinità. Vorrebbero essere liberati e poter lavorare alla luce del sole. Vorrebbero uscire dal buio della clandestinità.

La diversità dà fastidio? O è una ricchezza?

Al ministro leghista Maroni, gli immigrati lavoratori chiedono il perché di tanto odio, di tanta violenza. Gli immigrati lavoratori chiedono giustizia, a lui e a chiunque porti odio, discriminazione e violenza.

Il lavoro svolto dagli stranieri viene snobbato dagli italiani. Tutti abitiamo nei condomini. Perché vediamo sempre e solo stranieri che lavorano alle pulizie? Perché la maggior parte degli operai addetti ai lavori edili sono immigrati? Perché gli italiani snobbano questi lavori?

Molto spesso ci si ferma all’aspetto esteriore. Si mette tutto in un sacco e si dice: sono tutti uguali. Ma gli immigrati sono persone, tutte diverse, non possono essere mischiate come un’unica cenere dentro un unico sacco.

Gli immigrati clandestini non sono riconosciuti e non possono fare niente. Non possono neanche rispondere alla violenza subita per paura delle conseguenze.

Quanti milioni di italiani sono emigrati in America e nel nord Europa? Quanti di essi hanno vissuto ciò che stanno vivendo gli immigrati in Italia?

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Informazioni su Leo Mignemi

farteatro.altervista.org
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